Visualizzazione post con etichetta collezionismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta collezionismo. Mostra tutti i post

domenica 13 marzo 2011

Monna Lisa si ingioiella

Per l'ennesima volta l'icona più popolare dell'arte pittorica è stata rivisitata in modo davvero stravagante e "ricco" ma, secondo me, senza VALORE AGGIUNTO... nonostante la preziosità...

Un artista che ha voluto restare anonimo (forse per salvaguardarsi dalle critiche, oltre che da accertamenti fiscali sulla sua presunta ricchezza...) ha impiegato cinque anni per ricoprire, letterealmente, di gemme per un totale di 100.000 carati, il ritratto della Monna Lisa (una replica, ovviamente).


monna lisa

Si tratta di un collezionista cinese di preziosi che ha pensato di realizzare l'opera più costosa al mondo raccogliendo, nell'arco di 30 anni, una quantità incredibile di gemme di ogni tipo, in tutte le sfumature di colore adatte a ricoprire il celebre dipinto, tempestato da smeraldi, rubini, ametiste, quarzi, topazi, zaffiri e chi più ne ha ne metta.

La luccicante Gioconda è in questi giorni esposta, sotto scorta, in un grande centro commerciale di Shenyang, in Cina, a testimonianza...
che i cinesi stanno per diventare i nuovi ricchi del pianeta ma, al momento, mancano di ispirazioni autentiche e restano sostanzialmente degli imitatori.



Monna Lisa, Leonardo

Perchè a Leonardo bastò molto meno per creare un capolavoro: un pennello e alcuni pigmenti... ma, soprattutto, la genialità ed il cuore.
Per tutto il resto c'è la famosa carta di credito... che non è tuttavia in grado di "comprare" genio e  autentica creatività.





domenica 23 gennaio 2011

Il rito del caffe' nei salotti borghesi...

Richard Ginori, caffè, antiquariato, collezionismo
  Servizio da caffè Richard Ginori, anni '40
Guardando questo civettuolo servizio da caffè, che ormai ha circa 70 anni, non posso fare a meno di pensare a quanto siano cambiate le abitudini relative al bon ton nell'accogliere amici e conoscenti a casa.

Tra i regali di nozze di allora i servizi da caffè e da the si sprecavano: facevano parte del rituale di ricevimento: chi non offriva e non serviva un caffè o un the in opportune tazzine da parata non era degno di rientrare nella schiera dei civilizzati della middle class  dell'epoca.
"Latte? Zucchero? Quanto?" Evvai di lattiera e zuccheriera, da maneggiare con corcospezione, data la fragilità e, a volte, la preziosità.
Le credenze rigurgitavano di chicchere, tazzine e piattini, graziosi bicchierini da liquore (era di moda il vemouth ed il marsala), vassoi e vassoietti più o meno argenteamente nobili, bomboniere a profusione in Capodimonte...

Il risultato era un'accozaglia di oggetti ed oggettini in porcellana e ceramica, sia in vista (i più scenografici e rappresentativi), sia celati dietro le ante dei mobili da tinello...

Atmosfere gozzaniane... le buone cose di pessimo gusto...


Signorina Felicita, è il tuo giorno!
A quest'ora che fai? Tosti il caffè:
e il buon aroma si diffonde intorno?
..................................................................
e la stoviglia semplice e fiorita...
..................................................................
M'era più dolce starmene in cucina
tra le stoviglie a vividi colori:
tu tacevi, tacevo Signorina...
..................................................................
...e gli occhi fermi, l'iridi sincere
azzurre d'un azzurro di stoviglia...

(da "La signorina Felicita" di Guido Gozzano)  
 
Ah mon Dieu, mi ci annego in queste atmosfere, guardo le tazzine Ginori, tutte con un fiorellino all'interno... uno diverso dall'altro... e mi chiedo se non stiamo esagerando con l'usa e getta di oggi che uccide la poesia delle stoviglie.


martedì 18 gennaio 2011

Collezionisti di pelle: scienza macabra

I collezionisti sono a volte creature assai bizzarre ma collezionare pezzi di pelle tatuata e conservati in formaldeide... mi lascia, più che di stucco, di formalina...

Presso il Dipartimento di Medicina Forense dell’Università di Jagiellonian a Cracovia, in Polonia, esiste una raccolta di 60 esemplari di tatuaggio provenienti dalla pelle dei detenuti
, asportata loro dopo la morte, di una prigione limitrofa
La ricerca e la catalogazione risalgono agli anni '60 e lo scopo di questa sconcertante collezione era quello di individuare il codice criminale rappresentato dai disegni raffigurati nei tatuaggi.

tatuaggi, formaldeide, Polonia
Poichè in Polonia, e non solo là, un'alta percentuale di persone con tendenze criminali esibiva tatuaggi, come una specie di marchio di appartenenza e di "timbro" che suggellava coraggio, violenza e determinazione, si pensò che esistesse una connessione tra i vari simboli raffigurati ed il tipo di inclinazione criminale o di perversione.
Ladri, assassini, protettori, stupratori, ... ciascuno con la sua icona ricorrente, più o meno stilizzata o liberamente interpretata.
tatuaggi, formaldeide, carcerati
Ma sotto il regime allora dittatoriale la ricerca risulta discutibile perchè nelle patrie galere, a fianco dei criminali comuni ed autentici, non mancavano dissidenti politici e persino innocenti, non sappiamo in che numero e misura tatuati... perciò ciò che si è voluto "leggere" ed interpretare dai simboli  sulla pelle non è in grado di definire una casistica attendibile.
tatuaggi, tattoo, collezione, Polonia
Lo studio del linguaggio dei tatuaggi non è però limitato a questo caso, esistono ricerche più approfondite sul tatuaggio carcerario russo, italiano, francese e spagnolo e tra gli studiosi di questo strano soggetto uno dei piùappassionati fu un dottore giapponese, Fukushi Masaichi (1878-1956) che collezionò brandelli di pelle tatuati, oggi conservati nell'Università di Tokyo, e provenienti dall'epidermide di persone libere, previo consenso dell'asportazione del loro tatuaggio alla morte; e talvolta anche dietro compenso, per questo piccolo contributo grafico alla Scienza...

sabato 8 gennaio 2011

La luce di Tiffany

Sicuramente avete visto lampade come queste...
Lampada a stelo,  in produzione tra il 1904–15
Dimensioni: 160 x 55.9 cm.
The Metropolitan Museum of Art, New York

Lampada da tavolo, in produzione tra il 1904–15
Dimensioni: 67.3 x 37.2 cm.
The Metropolitan Museum of Art, New York
...fare bella mostra di sè tra gli arredi delle case VIP (Very Important Person) sulle riviste per NIP (No Important Person)...
Sono opera dell'inventiva di LOUIS COMFORT TIFFANY (1848 - 1933), artista e designer statunitense, co-fondatore della famosa società di gioielleria Tiffany & Co (tanto per capirci, il negozio di "Colazione da Tiffany") ma poliedrico sperimentatore di varie tecniche che spaziarono dal vetro all'oreficeria, agli smalti.
Tra queste, ad esempio, nel 1893 la sua azienda introdusse una nuova tecnica, denominata Favrile, per realizzare per soffiatura a mano vasi e coppe. Qui sotto un esempio famoso, un vaso con motivo a penne di pavone, un classico dell'Art Nouveau.


Vaso in vetro, tecnica Favrile, in produzione tra il 1893–96.
Dimensioni: 35.9 x 29.2 cm
The Metropolitan Museum of Art, New York
Le sue creazioni più famose furono i mosaici di vetro legato a stagno...

 
Magnolie ed ireos - 1908 circa
Dimensioni:  153 x 106.7 cm
The Metropolitan Museum of Art, New York
...ma fu anche creatore di gioielli...
 Opali, oro e smalti - 1904 circa
Lunghezza: 45.7 cm
The Metropolitan Museum of Art, New York
...e complementi d'arredo, spesso in perfetta ART NOUVEAU.
Completo da scrivania - 1910–20 
The Metropolitan Museum of Art, New York
Molti esempi del suo lavoro sono conservati al Metropolitan Museum of Art di New York.
Quando vedo questi oggetti io sogno...
E mi domando perchè, oggi, il privilegio di possedere il bello sia riservato solo ai ricchi sfondati che spesso non hanno nemmeno la sensibilità ed il gusto per comprenderlo...
Magari la mia è solo invidia, non so...