Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post

venerdì 15 aprile 2011

Gadget pesciolini vivi... per poco

Non tutti gli uomini vivono liberi ma almeno a nessuno è ancora venuto in mente di farne dei portachiavi perciò... meglio nascere uomini che pesci.

Invece vita dura, anzi giorni contati, per i pesciolini e le tartarughe nane presenti in Cina da quando si è diffusa la discutibile moda di trasformare questi animaletti in portachiavi... viventi.


 portachiavi con pesci vivi, cina

Inseriti in contenitori trasparenti, riempiti con un liquido colorato ricco di sostanze nutritive, i malcapitati pare possano sopravvivere qualche mese annaspando nell'esiguo spazio a loro disposizione per il godimento di chi li osserva dall'esterno gingillandosi nei momenti in cui non ha niente da fare.
Ma se il nutrimento è abbondante è l'ossigeno che viene a mancare e i mesi di sopravvivenza preventivati spesso si riducono a pochissimi giorni, dopo di che si avrà un cadaverino oscillante in un portachiavi. A chi piace?

Il gadget sta andando a ruba... ma bisogna distinguere tra due differenti tipi di acquirenti:

1) quelli che comprano i portachiavi viventi convinti che portino fortuna e per niente inclini alla riflessione sul rispetto per la Vita in generale;

2) quelli che li comprano per liberare i prigionieri... indotti a pietà sulla misera sorte che aspetta pesciolini e tartarughe...



portachiavi viventi, cina

Un doppio affare, insomma: è un oggetto che si compra se piace ma anche se NON piace e per i motivi opposti!
E il prezzo della libertà o della morte è uguale: circa 5 dollari...




* Argomento correlato: Animali tatuati

domenica 13 marzo 2011

Monna Lisa si ingioiella

Per l'ennesima volta l'icona più popolare dell'arte pittorica è stata rivisitata in modo davvero stravagante e "ricco" ma, secondo me, senza VALORE AGGIUNTO... nonostante la preziosità...

Un artista che ha voluto restare anonimo (forse per salvaguardarsi dalle critiche, oltre che da accertamenti fiscali sulla sua presunta ricchezza...) ha impiegato cinque anni per ricoprire, letterealmente, di gemme per un totale di 100.000 carati, il ritratto della Monna Lisa (una replica, ovviamente).


monna lisa

Si tratta di un collezionista cinese di preziosi che ha pensato di realizzare l'opera più costosa al mondo raccogliendo, nell'arco di 30 anni, una quantità incredibile di gemme di ogni tipo, in tutte le sfumature di colore adatte a ricoprire il celebre dipinto, tempestato da smeraldi, rubini, ametiste, quarzi, topazi, zaffiri e chi più ne ha ne metta.

La luccicante Gioconda è in questi giorni esposta, sotto scorta, in un grande centro commerciale di Shenyang, in Cina, a testimonianza...
che i cinesi stanno per diventare i nuovi ricchi del pianeta ma, al momento, mancano di ispirazioni autentiche e restano sostanzialmente degli imitatori.



Monna Lisa, Leonardo

Perchè a Leonardo bastò molto meno per creare un capolavoro: un pennello e alcuni pigmenti... ma, soprattutto, la genialità ed il cuore.
Per tutto il resto c'è la famosa carta di credito... che non è tuttavia in grado di "comprare" genio e  autentica creatività.





mercoledì 2 marzo 2011

Andrew Myers: la scultura va dal ferramenta

Per realizzare un ritratto/scultura, l'artista tedesco  Andrew Myers utilizza tra le 8.000 e le 10.000 viti , il che significa che avrà   un ottimo rapporto con il suo ferramenta di fiducia che certamente, a fine anno, gli regalerà il calendario della ditta.

Un inedito modo di "scolpire" un volto, utilizzando un pannello preventivamente forato a mano e avvitando nei fori una quantità industriale di viti che creano la plasticità delle forme sfruttando differenti profondità di avvitamento...

scultura, viti sculture di viti, Andrew Myers
sculture di viti, Andrew Myers ritratti 3D, Andrew Myers, viti
E così vengono alla luce metallici volti che vanno guardati da una certa distanza per avere la visione d'insieme,  non privi di un certo fascino che richiama atmosfere artigianali più che industriali ma un tantino futuriste.

Non è però facile e meccanico come sembra, occorre avere l'idea ben chiara nella mente, nonchè abile e paziente precisione unita al tocco dell'artista.

Per personalizzare, poi, Andrew Myers riveste lo "sfondo" dei suoi ritratti 3D con le "pagine gialle"... ma rigorosamente dei luoghi in cui il committente del ritratto vive o ai quali è legato da vicende personali, con l'intenzione, forse, di legarlo e collocarlo almeno in un contesto geografico, perchè tanto metallo potrebbe risultare spersonalizzante.

ritratti 3D, Andrew Myers, viti
La cromaticità risulta dall'accostamento di viti di diversa colorazione metallica
Ma se questa può risultare un'originale trovata, visitando il sito è possibile vedere opere eseguite con altre tecniche che fanno riconoscere in Myers un artista tutt'altro che improvvisato.




mercoledì 26 gennaio 2011

Roma e pecorino

Pochi formaggi al mondo vantano origini così antiche come il Pecorino Romano. Da più di duemila anni le greggi di pecore che pascolano liberamente nelle campagne del Lazio producono il latte da cui viene ricavato questo formaggio.
                                   
       Già gli antichi romani apprezzavano il  Pecorino Romano. Nei palazzi imperiali era considerato il giusto condimento durante i banchetti, mentre la sua capacità di lunga conservazione ne faceva un alimento base delle razioni durante i viaggi delle legioni romane.
      Era talmente diffuso fra i Romani, che fu stabilita anche la razione giornaliera da dare ai legionari, come integrazione al pane e alla zuppa di farro: 27 grammi. Questo  formaggio ridava forza e vigore ai soldati stanchi e oggi sappiamo perché: il Pecorino Romano è una iniezione di energia e anche di facile digestione.  
       La lavorazione del latte di pecora descritta da Omero viene, nei secoli successivi,  codificata tanto che Columella, nel suo “De re rustica”, ne da una dettagliata descrizione:
<< Il latte viene generalmente fatto rapprendere con caglio di agnello o di capretto. Il secchio della mungitura, quando sia stato riempito di latte, si deve mantenere a medio calore. Non si deve tuttavia accostarlo al fuoco, ma si deve porre lontano da esso,  e appena il liquido si sarà rappreso, dovrà essere trasferito in cesti, panieri o forme.
      Infatti è essenziale che il siero possa scolare immediatamente ed essere separato dalla materia solida. Poi quando la parte solida è tolta dalle forme o da i panieri dovrà essere collocata in ambiente fresco e oscuro, perché non possa guastarsi, su tavole più pulite possibile, e cosparse di sale tritato affinché trasudi il proprio umore acido>>.
    Fino alla fine dell’Ottocento tutti i derivati del latte venivano trasportati da contadini, che in processione con i loro carretti, calavano a Roma dai Castelli Romani, seguendo la via consolare Appia. Questi trasportavano oltre ai formaggi, vino, verdure, carni e quant’altro prodotto nelle campagne romane.

             

         Non tutti sanno che le parole “burino” e “cafone”, infatti, derivano da questa sorta di periodica transumanza  di questi piccoli-grandi eroi della tradizione alimentare “de noantri”.
       Chi trasportava il burro, veniva soprannominato dal popolo il “burrino”, da qui, venendo a cadere la doppia “erre”, si è creato il primo toponimo. Altrettanto è accaduto per chi arrivava col carretto guidando o trascinando il proprio somaro “con la fune”, in romanesco “co ‘a fune”, indi fondendo le vocali, si è arrivati al nostro cafone.

sabato 22 gennaio 2011

Auto e motori: gioie, dolori e stranezze

Una Rolls è una Rolls...
una volta un mio professore di Storia dell'Arte dell'università disse che il suo radiatore si era ispirato al Partenone di Atene.

Partenone, Rolls Royce, radiatore

Perciò, se mai poggerò il mio lato "B" su una Rolls Royce vorrei che fosse una bellissima, spaziosa, comoda, classica Rolls come da copione, e non certo una simile rivisitazione:

Rolls Royce, concept, apparition

Rolls Royce "Apparition".
Concepita da  Jeremy Vesterlendom, studente di Dallas.
Anticonvenzionale... è un giudizio troppo tenero. 

 Ma il futuro è già presente e, considerando i problemi di traffico e inquinamento, sarà molto più probabile che il nostro lato "B", anzichè essere coccolato da un sedile morfoadattabile in morbidissime pelli pregiate, debba invece rannicchiarsi negli angusti spazi delle minicars... risparmiose in consumi ed emissioni nocive... ma certamente non molto tenere con la nostra posteriorità (dalla schiena in giù, per intenderci).
Eccone alcuni recentissimi modelli:

citycar, minicar, auto

minicars, carcity

E guardandoli viene da chiedersi se in futuro saremo tutti nani...

Tuttavia la "griffe", anche automobilistica ha sempre i suoi estimatori, tanto da spingere l'artista cinese  Dai Geng a creare una BMW Z4 in mattoni... dal peso di 6,5 tonnellate.
L'alacre e paziente orientale ci ha lavorato più di un anno per crearla... edificarla... ed ora spera di venderla come ornamento da giardino a qualche nuovo ricco cinese.

BMW Z4, bricks, mattoni, Cina

Se interessa... le porte sono apribili. L'originale riuscirebbe a fare 240 Km/ora. Questo... è inamovibile.

lunedì 17 gennaio 2011

Lingerie d'arte... e scomodissima!

Parlando di "dadaismo", territorio poetico ed enigmatico dal quale emergono e fluttuano le forme paradossali delle emozioni degli artisti, ecco un'insolita  interpretazione di MAN RAY (1936-1971) e di un "oggetto d'Affezione" svelato  in modo misterioso... conturbante.
"LA VENERE RESTAURATA" , statua acefala, di gesso avvolta con spago.


Il passo verso l'erotismo è breve... tra fantasia sadica, ambiguità di costrizione e sottolineatura della femminilità che ai cultori del genere  non appare compromessa bensì... esaltata!
Le interpretazioni sono soggettive e vanno oltre ogni messaggio!
Nel '68 si mandavano al rogo i reggiseni e attualmente la stilista statunitense LAURA ANN JACOBOS  ha deciso di rivisitarli,  esprimerli  in chiave teatrale denunciando a modo suo le torture a cui si sottopongono le donne nonostante l'emancipazione.



Ha ripercorso con la sua arte il simbolo che per alcuni è un'ossessione...


Ovvio che sarebbe scomodo indossare lingerie in mosaico di ceramica, chele di granchio, pinne di pesce ...



Le  creazioni sono  provocatorie, a denuncia di ciò che le donne s(u)pportano - per un seno  ben supportato -  su proposta di stilisti ed esteti uomini... per assecondare la moda e le fantasie erotiche maschili.
Corsetteria, lingerie che " pesa, strappa, stringe ma...non stressa! "
Che Man Ray con la sua Venere di gesso, acefala  volesse esprimere anche altro?  Chissà mai... chi può dirlo ?