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venerdì 15 aprile 2011

Gadget pesciolini vivi... per poco

Non tutti gli uomini vivono liberi ma almeno a nessuno è ancora venuto in mente di farne dei portachiavi perciò... meglio nascere uomini che pesci.

Invece vita dura, anzi giorni contati, per i pesciolini e le tartarughe nane presenti in Cina da quando si è diffusa la discutibile moda di trasformare questi animaletti in portachiavi... viventi.


 portachiavi con pesci vivi, cina

Inseriti in contenitori trasparenti, riempiti con un liquido colorato ricco di sostanze nutritive, i malcapitati pare possano sopravvivere qualche mese annaspando nell'esiguo spazio a loro disposizione per il godimento di chi li osserva dall'esterno gingillandosi nei momenti in cui non ha niente da fare.
Ma se il nutrimento è abbondante è l'ossigeno che viene a mancare e i mesi di sopravvivenza preventivati spesso si riducono a pochissimi giorni, dopo di che si avrà un cadaverino oscillante in un portachiavi. A chi piace?

Il gadget sta andando a ruba... ma bisogna distinguere tra due differenti tipi di acquirenti:

1) quelli che comprano i portachiavi viventi convinti che portino fortuna e per niente inclini alla riflessione sul rispetto per la Vita in generale;

2) quelli che li comprano per liberare i prigionieri... indotti a pietà sulla misera sorte che aspetta pesciolini e tartarughe...



portachiavi viventi, cina

Un doppio affare, insomma: è un oggetto che si compra se piace ma anche se NON piace e per i motivi opposti!
E il prezzo della libertà o della morte è uguale: circa 5 dollari...




* Argomento correlato: Animali tatuati

sabato 26 marzo 2011

Se non si fotte si e' fottuti

2025: città grandi e ricche come Stati

Da uno studio del McKinsey Global Insitute, dal titolo "Urban worldmapping the economic power city" risulta che nel 2025 il mondo sarà «in mano a 600 città». Il dossier  considera   questa ipotesi soprattutto da un punto di vista economico e demografico e le città italiane saranno in fondo alla classifica, oltre al fatto che queste metropoli apparteranno in larga parte nel Sud del mondo o comunque ai Paesi in via di sviluppo, o in forte espansione economica come la Cina.

La più ricca sarà New York, Tokyo sarà la seconda, la terza Shangai, quindi Londra e Pechino. Si parla poi di 136 nuove città, di cui 100 cinesi.  Milano uscirà dalla top 20...

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=9557


Bhe, il 2025 non è lontano, dovremmo essere ancora tutti vivi noi che leggiamo, se va bene...
Prepariamoci, perciò, a diventare la periferia del pianeta... con o senza centrali nucleari siamo destinati a finire in fondo alle classifiche, sta scritto, insomma, tra le pagine di queste ipotesi dei nostri attuali Nostradamus.
Magari non sarà così male: meno competizione, una vita più tranquilla, cibo più sano, chissà. O magari diventeremo il Terzo Mondo del futuro...

Però una cosa non mi torna: se almeno 100 città della Cina diventeranno così potenti, ed altre del Sud del mondo pure... come mai tanti cinesi, africani, sudamericani emigrano in Italia?
Vallo a sapere.

Cina, I'm so fucking future


giovedì 10 marzo 2011

La riscossa silenziosa e difficile del Tibet: il Dalai Lama si ritira

E' recentissima la notizia che il Dalai Lama lascerà la sua posizione di guida politica nel giro di pochi mesi. Una decisione certamente sofferta e che porterà un cambiamento epocale perchè sarà necessario emendare la Carta dei tibetani in esilio per "passare la mano" e permettere una nuova elezione.
Mancano ancora i dettagli riguardo la decisione ma... quest'uomo ha lasciato certamente un segno incancellabile nel percorso della civiltà umana e faremo tutti fatica ad attribuire  un altro volto alla stessa carica.
Vorrei, perciò, qui ripercorrere alcuni tratti della personalità e dell'attività di questo grande uomo che mi è sempre piaciuto per il suo modo di porsi in tante occasioni.



Era il novembre 2007 quando fu messa in vendita su eBay la vecchia Land Rover del Dalai Lama, l'unico uomo insignito del premio Nobel apparso in una pubblicità della Apple e su una copertina di Vogue...
Ed era la primavera del 2008 quando ritroviamo lo stesso Dalai Lama in Germania, ad esprimersi sui diritti umani.
E quante fotografie abbiamo visto, per anni, di lui, affiancato a vip di tutte le razze, tra sorrisi e strette di mano, abbracci e sorrisi, sorrisi e inchini...

E proprio quel suo sorridere continuamente, in modo quasi stereotipato, ci ha fatto forse pensare che dietro la millenaria saggezza tibetana si celasse anche una non disprezzabile diplomazia politica e capacità di comunicazione.
Certo che, pur dichiarandosi un semplice monaco buddista, il Dalai Lama lascia un'impressione di presenzialismo, tanto da far sospettate il dono dell'ubiquità per la quantità di posti impensati in cui lo abbiamo ritrovato, a fianco di politici, milionari e star del cinema.


Dalai Lama e vip

Già... ma dove avrebbe dovuto andare? E' in esilio da quasi mezzo secolo e da quasi mezzo secolo cerca, a suo modo e con l'ostinazione di un ideale, di far sentire pacificamente la sua voce.
Ma non si pensi che la mondanità lo abbia travolto, credo che sia solo uno strumento necessario perchè lui, il Dalai Lama, continua a scandire le proprie giornate in questo modo:

alle 3,30 si alza e si abbandona alla meditazione ed alla recitazione dei mantra, alla lettura di opere filosofiche tibetane e di altri testi simili, di nuovo alla meditazione, quindi ad ulteriore lettura e studio, meditazione della sera e, infine, verso le 20,30, nanna.E così tutti i giorni, da quando aveva 6 anni, un full immersion  del proprio essere nella riflessione meditativa e filosofica.
Il Dalai Lama nasce nel 1935 da una famiglia di contadini ed all'età di 2 anni venne portato via da un gruppo di monaci arrivati da Lasha che riconobbero in lui la probabile reincarnazione del 13° Dalai Lama.

Troppo piccolo per rallegrarsi o rincrescersi iniziò le pratiche spirituali e non le abbandonò mai più, ignorando anche, al tempo, che il nono, decimo, undicesimo e dodicesimo Dalai Lama erano tutti morti giovani, probabilmente avvelenati. Nel 1950 assunse la piena autorità politica ma dieci anni dopo l'armata cinese di liberazione popolare invase il Tibet e lui venne esiliato insieme ad altre migliaia di persone.

Ma i tibetani portano nel cuore il loro Dalai Lama e basterebbe una sua sola parola per scatenare una sollevazione generale. Parola che lui non ha mai pronunciato, dichiarando invece la necessità di buoni rapporti con la Cina, considerata tuttavia colpevole di genocidio culturale nei confronti del Tibet.

E così, da decenni, vediamo quest'omino sorridente e itinerante che ci sfiora dagli schermi e dalle pagine dei tabloid, altrettanto pacato quanto deciso, che ci parla di uguaglianza e di diritti umani per tutte le minoranze.
Un uomo dall'aspetto solo apparentemente dimesso, in realtà con una forza interiore che spaventa.
E' il timore che incutono le persone che sono autorevoli e credibili senza bisogno di ricorrere a mezzi estremi.
E la Cina lo sa bene.

Ecco perchè, alla notizia, un portavoce del ministero degli affari esteri di Pechino ha dichairato  che si tratta di "un trucco per ingannare la comunità internazionale".
 


venerdì 28 gennaio 2011

Cinesi copioni e affaristi... ma con arte!

La Cina, straordinaria produttrice mondiale di articoli contraffatti, è senz'altro abituata ai falsi e traboccante di accessori Gucci, orologi Rolex, borse Vuitton da poco prezzo.  Questi falsi sono a noi noti, perchè ormai tentano di invadere anche il mercato occidentale, ma in Cina sono quanto mai diffusi e popolari tra la classe media che non potrebbe permettersi l'originale.
Non c'è nulla che i cinesi non sappiano riprodurre più o meno bene e più o meno legalmente e questa eccezionale capacità di imitazione coinvolge anche il settore dell'arte e, più precisamente, della pittura.

repliche, dipinti d'autore, cina, copie d'autore

In questo caso non si tratta di falsi spacciati per veri, anzi, qui i pittori cinesi si fanno scrupolo di riprodurre esclusivamente opere di autori defunti da almeno 70 anni... periodo   trascorso il quale decade il copyright e le opere diventano fruibili a tutti, rivisitazioni artistiche comprese.

repliche, dipinti d'autore, cina, copie d'autore

Perciò, passeggiando per le vie del villaggio cinese di Dafen, nella provincia del Guangdong, e dirigendoci verso il sobborgo di Buji, i nostri meravigliati sguardi potranno riempirsi di immagini artistiche di un passato remoto e recente, da Canaletto a Van Gogh, dai fiamminghi a Monet, da Leonardo a Toulouse-Lautrec... perdendosi in un dedalo di stradine ricche di botteghe, atelier, laboratori tappezzati di riproduzioni d'autore.

Dafen, Cina, riproduzioni, dipinti, quadri, pittura

Le repliche, non infrequentemente di discreta qualità perchè realizzate da laureati in scuole d'arte, hanno prezzi relativamente bassi e nel giro di qualche decennio si è creato un autentico business che, partendo da questo piccolo e sperduto villaggio, esporta imitazioni d'autore in America del Nord, Europa, Australia ed Asia... facendo di Dafen l'ombelico del mondo dei fabbricanti di cornici e di imitazioni di dipinti celebri.

Gli artisti più seri si specializzano in alcune tecniche e su alcuni pittori per arrivare ad un'imitazione il più possibile fedele...

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Lo "specialista" della Monna Lisa...
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Gli "specialisti" in "grandi opere"...
...ma, essendo anche organizzati e pratici, per sostenere vendite a costi contenuti, sono in grado di riprodurre qualche dozzina di opere al giorno, in una sorta di catena di montaggio che pianifica le varie fasi di replica... 

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Fasi di duplicazione "a catena"...
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L'esperto in "Futurismo"
 ...e tuttavia non usano strumenti meccanici: ogni quadro è rigorosamente dipinto a mano su tela e con colori ad olio... ma l'anima dell'originale... quella credo sia impossibile da riprodurre...
Bhe, che dire, grazie.
Molte grandi opere italiane rientrano nell'elenco delle imitazioni...  e se ce le copiano... significa che sono universalmente bellissime, oltre che... inimitabili!


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